Esempi
ESEMPIO DI FRONTESPIZIO


Claudia Ricci
Grafologa
Specializzazione in Consulenza Peritale Giudiziaria presso l’Università Degli Studi di Urbino
Iscritta all’albo dei Periti e Consulenti del Tribunale di Ravenna
Studio: Via Ghibuzza, 47 – 48100 Ravenna
Tel 0544.217666 – cell. 338 188 11 61
e-mail cld.ricci@libero.it



TRIBUNALE DI .........

GIUDICE: .......
PROCEDIMENTO CIVILE N. .........

Accertamento Tecnico Grafico sulla firma ...... posta su .........

ATTORE. ........
CONVENUTO .......

Consulenza Tecnico Grafica di Parte per conto di ........

Indice pag.

1. Incarico 1
2. Quesito 1
3. Operazioni peritali 1
4. Documenti comparativi 1
5. Documento in verifica 2
6. Premessa metodologica 3
7. Analisi della firma in verifica 5
8. Esame delle comparative e concomitante confronto con la firma in verifica 12
9. Tabella riepilogativa 28
10. Conclusioni 31
11. Bibliografia di riferimento 32

Allegati: Saggio Grafico – Documenti comparativi – Documento in verifica - Verbale di Inizio operazioni peritali ......


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ESEMPIO: ANALISI DELLA FIRMA IN VERIFICA

La firma in verifica risulta “frenata” in diversi punti in quanto si riscontrano i seguenti indici di rallentamento:

  • numerosi distacchi della penna nei tratti che collegano tra di loro le lettere in seno alle parole: su 10 collegamenti, infatti, si verificano 6 distacchi. Il distacco della penna si osserva anche all’interno della stessa lettera “M” di “Matteo”, che risulta tracciata in tre riprese successive (cfr. fig. 1).

  • Sia nel nome che nel cognome si verifica che gruppi di lettere sono così distaccati tra di loro da apparire all’occhio come se fossero piccole parole distanziate: nel nome possiamo isolare il gruppo “Matt” dal gruppo “eo” i quali sembrano due simboli a parte; nel cognome distinguiamo il gruppo letterale “Vita” dalla coppia “li”. (cfr. fig. 1).

  • La scarsa fluidità determina momenti di forte angolosità agli apici degli allunghi superiori (cfr. lett. “M” nella fig. 2), ma anche nei collegamenti tra tratti discendenti e tratti ascendenti (si osservino ad es. i gruppi letterali “tt” e “li” nella fig. 2).

Le maiuscole e gli allunghi sono tracciate con mano pesante, incerta e stentata, come nelle espressioni di insufficiente capacità grafica. La firma X, nel suo insieme, manca di fluidità, sicurezza di gettito dei tratti e soprattutto, nel nome, fermezza nella linearità di procedimento sul rigo. Il nome segue, infatti, un andamento ondulato, incerto e privo di grinta (cfr. foto – tav. A).

  • Gli allunghi presentano un’inclinazione degli assi letterali prevalentemente verso sinistra con un’angolazione di 10°, la quale rimane per lo più costante; conseguentemente gli assi letterali, sia delle lettere maggiori sia degli altri elementi grafici, risultano essere quasi sempre paralleli fra di loro. Si osservino tuttavia alcune eccezioni come la “V” di “Vi……” che rimane dritta e la “i” finale del cognome che, imprevedibilmente devia verso destra (cfr. fig. 3).

  • La firma, si sviluppa più che altro in direzione verticale riducendo le forme di espansione in linea orizzontale, ciò è dato sia dagli allunghi accentuati che dalla strettezza di lettere.


  • La lentezza grafica, però non si manifesta regolarmente, infatti agli indici di rallentamento si aggiungono i seguenti indici di accelerazione:


  • Accorciamento del percorso grafico che si verifica alla fine del nome: l’accelerazione comporta, frequentemente, la semplificazione sia dei movimenti che delle forme grafiche come si verifica nell’azzeramento della lettera “e” che insieme alla lettera “o” risulta illeggibile(cfr. fig. 4).

  • Allargamento interletterale della scrittura che si verifica nel cognome rispetto al nome: l’accelerazione comporta spesso l’amplificazione dei movimenti con conseguente accentuazione delle larghezze. Il nome, infatti, presenta una larghezza tra lettere mediamente di 1,1 mm contrariamente a quella del cognome che è di 3,5 mm, quindi molto più accentuata (cfr. fig. 4).

  • Aumento della scorrevolezza grafica nel gruppo letterale “ita” individuabile nei seguenti particolari (cfr. fig. 5):

  • il puntino della “i” è strutturato con modalità imprecisa e s’innalza spostandosi a destra;

  • l’asta discendente della lettera “t” presenta un tratto più deciso, privo di stentatezze;

  • Il taglio della lettera “t” è collegato alla lettera successiva senza soluzione di continuità.

  • ............. etc .......