13. LA RELAZIONE TECNICO - GRAFICA
La
relazione tecnico-grafica, essendo il prodotto finale di
un’indagine analitica che l’esperto ha svolto per
rispondere ad un determinato quesito, deve contenere
sinteticamente tutti i passaggi in cui i dati, rilevati
oggettivamente, diventano informazioni utili per dimostrare
come si è giunti ad una determinata conclusione.
La relazione tecnica è quindi un elaborato in cui,
attraverso descrizioni e immagini, si dimostra la “verità
peritale” cui si è giunti: per tale motivo le descrizioni e
le immagini debbono essere impostate e presentate in modo
consequenziale e logico, per far si che chi legge non possa
far altro che giungere alle medesime conclusioni di chi ha
svolto l’indagine stessa. La descrizione deve supportare
l’immagine, la quale a sua volta deve dimostrare ciò che si
sta descrivendo: niente deve essere generico e
superficiale, ma nel contempo è bene evitare frasi
ridondanti e prolisse.
Citiamo al riguardo il pensiero di Assunta Bozza “Si
ribadisce che la gradualità di presentazione (dal generale
al particolare), la continuità di esposizione (discorsiva o
schematica che sia) ed un adeguato apparato illustrativo
renderanno agevole la comprensione oltre a fornire la
necessaria dimostrazione di quanto si asserisce”
Sappiamo
che le relazioni tecniche dei consulenti in genere (quindi
il riferimento non è solo alla categoria degli “esperti di
scritture”) raramente sono lette per intero dai giudici e
dagli avvocati, ma “questo non è un problema nostro” come
si suol dire nel linguaggio parlato.
Quindi
il rigore oggettivo, la serietà professionale e il rispetto
verso la persona indagata (che, fino a prova contraria,
risulta essere innocente), non devono mai abbandonare il
Consulente o il Perito. Quest’ultimo, del resto, potrà
usufruire più efficacemente del suo lavoro analitico, nella
fase del contraddittorio dibattimentale, avendo già
sviscerato tutti gli elementi necessari.
Tener presente che:
* tutte le pagine debbono essere vidimate;
* l'elaborato deve essere depositato nei termini, pena la
riduzione di 1/3 del compenso richiesto;
* l'elaborato deve essere depositato insieme all'istanza di
liquidazione in Cancelleria;
* insieme all'elaborato vanno restituiti tutti i documenti
ritirati ai fini dello svolgimento del lavoro peritale.
LA
STRUTTURA DELLA PERIZIA
1. Frontespizio
2.
Indice
3.
Incarico–
Quesito – Operazioni peritali
4.
Premessa
metodologica e scritti da esaminare
5.
Esame
della scrittura in verifica
6. Visualizzazione
delle immagini a grandezza naturale
7.
Esame
delle comparative
8.
Visualizzazione
delle immagini a grandezza naturale
9.
Confronto
tra la scrittura in verifica e comparative
10.
Conclusione
11.
Risposta
al quesito
12.
Allegati
eventuali
FRONTESPIZIO
* Intestazione dell'organo giudiziario che ha conferito
l'incarico peritale
*Nominativo del Giudice
* Indicazione del n. di ruolo del procedimento
* Tipologia della relazione
* Nominativi dell'indiziato (penale) o delle parti
* Nominativi dei Periti o Consulenti
* Nominativi degli Avvocati
* Estremi personali
INCARICO - QUESITO - OPERAZIONI PERITALI
L’incarico
ricevuto
dal Giudice introduce tutta la Relazione e per questo
motivo deve presentare le seguenti caratteristiche:
* Data di conferimento dell'incarico.
* Riferimento chiaro, completo e circostanziato alla
vicenda processuale.
* Riferimento all’iter peritale.
* Indicazione degli estremi della causa.
* Il termine concesso dal Giudice per il deposito della
Relazione Tecnico Grafica.
* Autorizzazioni richieste e concesse.
* Indicazioni dell’inizio e del proseguo delle operazioni
peritali facendo riferimento al Verbale (da allegare in
appendice)
Il
quesito deve
essere riportato integralmente come dal Verbale
dell’Udienza in cui vi è stato conferito l’incarico ed è
consigliabile porlo bene in evidenza.
Nel
verbale delle operazioni peritali è bene
indicare:
* la data di inizio;
* i nominativi delle persone presenti;
* la sintesi delle operazioni compiute;
* le osservazioni e le richieste dei consulenti di parte;
* eventuale proseguo;
* la documentazione che viene consegnata ai CCTTPP.
SCRITTI
DA ESAMINARE
Occorre distinguere tra “scritti in verifica” e “autografe
di comparazione”: gli scritti in esame debbono essere
descritti (assegno, testamento olografo, scrittura privata
ecc) e opportunamente siglati (si consiglia la lettera X
che, non a caso, rimanda all'incognita) in successione
cronologica e riprodotti a grandezza naturale.
Lo scritto o gli scritti in verifica è opportuno
presentarlii individualmente, mentre le scritture
comparative in una tavola sinottica. Tutti i documenti
saranno poi allegati in appendice.
PREMESSA METODOLOGICA
Partendo dal presupposto che l’elaborato peritale è la
sintesi documentata dell’indagine grafica, nella premessa
metodologica è importante definire:
1. Il
metodo di analisi: finalizzato ad informare il lettore
circa i criteri e i principi seguiti nell'analisi tecnico -
grafica
2.
Le
procedure: indagini grafoscopiche - riferimenti sulle
immagini fotografiche o acquisite digitalmente ecc.
3. Criteri
fondamentali seguiti nell’analisi.
4.
Se le
scritture comparative sono idonee al confronto o meno e
quindi motivandone i limiti.
La
premessa metodologica deve, inoltre, essere:
* breve e adeguata alla natura e alla complessità del
quesito;
* motivare in modo adeguato il percorso logico
seguito.
E'
altresì importante che:
la premessa metodologica corrisponda sia a quanto si è
fatto nell'esame comparativo sia alla trattazione tecnica
(A.G. Bozza).
SCRITTO
IN VERIFICA
Si presenta oggettivamente lo scritto in verifica
rilevandone sia le caratteristiche fisiche sia chimiche
(rilevazione della consistenza e stato materiale della
carta -mezzo usato – analisi dell’inchiostro ecc.) nonché
le eventuali anomalie (cancellature, abrasioni, macchie
ecc.) per poi completare l’osservazione attraverso il
metodo grafoscopico cioè con gli strumenti di laboratorio
(lenti, microscopio, woodscopia, strumento NIR agli
infrarossi, uso di fibre ottiche ecc).
Le
tecniche di osservazione permettono, in questa prima fase,
“ di determinare se si tratta di un caso di artificio
documentale o di un falso documentale" (B. Vettorazzo. p.
25).
E' preferibile iniziare dall'esame dello scritto in
verifica per due motivi:
-
1. anzitutto il quesito verte su di esso;
-
2. inoltre già dall’esame dinamico della scrittura contestata si possono rilevare elementi o prove di falsificazione.
-
Schematicamente i passaggi che vertono l’osservazione diretta e analitica della grafia in verifica nei suoi aspetti generali e particolari sono i seguenti:
-
* Esame strumentale;
-
* Rilevazione degli elementi grafici: impaginazione, margini, allineamenti, rapporti interrigo, valori dimensionali e loro ambito di variabilità, triplice larghezza, assi letterali, forme personalizzate, rapporti proporzionali, la direzione e l'inclinazione.
-
* Esame del movimento: attacchi e stacchi interletterali, i collegamenti, gli indici di accelerazione e di rallentamento, semplificazioni o complicazioni gestuali ecc;
-
* Esame della pressione, qualità e conduzione del tratto;
-
* Esame degli elementi di dettaglio (gesti-tipo o connotati salienti);
-
* Osservazione morfologica, sempre nell’ambito di un contesto dinamico, con funzione di verifica e di controllo.
Obiettivo:
verificare
la coerenza grafodinamica e quindi la sua naturalezza
grafica.
ESAME
DEGLI SCRITTI COMPARATIVI
Si
procede con l’analisi delle comparative le quali,
anch’esse, seguono il procedimento logico analitico
adottato per la grafia in verifica.
Obiettivi:
-
* definire l’ambito di variabilità grafica;
-
* definire il “gesto” grafo-dinamico del soggetto scrivente.
COMPARAZIONE TRA SCRITTURA IN VERIFICA E SCRITTURE
COMPARATIVE
Ripercorrere, con lo stesso ordine, tutti i passaggi svolti
negli esami precedenti.
Esplicitare, ad ogni passaggio, se l'indice similare o
divergente è significativo ai fini dell'indagine.
Valutazione delle divergenze e loro giustificazione
attraverso il sostegno dei principi teorici e/o delle leggi
sperimentali.
GIUDIZIO
E RISPOSTA AL QUESITO
Le
motivazioni conclusive e risposta al quesito è la pagina
che sempre viene letta dal Giudice e dalle parti.
Per questo motivo è opportuno che sinteticamente (in una
cartella) si riepiloghi il percorso svolto in modo logico e
sequenziale, tralasciando completamente i termini tecnici e
sottolineando i passaggi essenziali che hanno condotto a
formulare un certo giudizio.
La risposta al quesito deve essere quindi rigorosamente
oggettiva e così il giudizio che può variare dal campo
della certezza a quello della probabilità, non esclusa
l’impossibilità di emettere un giudizio.
A volte può essere comodo inserire, prima delle
conclusioni, un indice in cui si elencano tutte le
caratteristiche rilevate: è utile sia come pro-memoria al
perito in fase dibattimentale sia per fornire al Giudice e
alle parti un quadro d'insieme.