Ritardati pagamenti

Riportiamo un articolo di Marco Maglio - Avvocato in Milano - Professore Università di Parma - estratto dal sito CRIMINE.it
30 giorni per pagare e alti tassi d'interesse.
La direttiva Ue sui ritardi nei pagamenti introduce una rigorosa tutela a favore dei creditori. Un prezioso aiuto per le Piccole e medie imprese, spesso ostaggio dei debitori.
Quale consulente non ha subito ritardi nei pagamenti?Si tratta di un fatto frequentissimo da non sottovalutare perché rischia in momenti particolari del ciclo produttivo di creare gravi problemi di liquidità a chi aspetta di ricevere una somma di denaro e magari, confidando nella tempestività del pagamento, ha già assunto impegni ed esposizioni finanziarie e si trova quindi ad essere a sua volta debitore di qualcun altro. Si sa: essere creditori significa avere dei soldi propri in mano di altri, essere debitore significa avere soldi degli altri nelle proprie mani.
Oggi esiste uno strumento nuovo che potete utilizzare per risolvere questo problema.Fino a qualche tempo fa i rimedi per porre fine a questa situazione erano quelli classici: lettere di fuoco al debitore, messa in mora, intervento del legale, tentativi di recupero del credito, cause, minacce di istanze di fallimento. Per parlare solo dei metodi ordinari e pacifici messi a disposizione dal diritto. L’efficacia di questi rimedi è assai insoddisfacente, come è noto dall’esperienza di tutti. La velocità con la quale i debitori sono pronti a pagare dipende in larga misura dalla disponibilità di rapide procedure di recupero.
La direttivaForse qualcuno ricorderà che il 29 giugno 2000 l’Unione europea ha emanato la direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali che dovrà essere tradotta in legge dai parlamenti nazionali entro l’8 agosto 2002 (per un approfondimento dettagliato leggi Una direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti). Ma forse pochi sanno che queste regole potrebbero già oggi essere applicate dai giudici italiani, con grande beneficio per i creditori e grave fastidio per i debitori. La direttiva ha il requisito della immediata applicabilità. In adesione ai principi affermati dalla Corte costituzionale con sentenze n. 170 del 1984, 113 del 1985, 389 del 1989 e 168 del 1991, deve ritenersi che il requisito dell'immediata applicabilità della normativa comunitaria nel territorio dello Stato sussista non solo per i regolamenti, ma anche per le situazioni risultanti da sentenze interpretative della Corte di giustizia delle comunità europee e per le direttive rivolte agli Stati membri, qualora queste siano, dal punto di vista sostanziale, incondizionate e sufficientemente precise. In presenza di tali requisiti, le direttive possono essere fatte valere dai singoli davanti al giudice italiano nei confronti dello Stato. Allora vale la pena approfondire la conoscenza di queste norme e capire come possono venire in soccorso degli imprenditori fin d’ora.
Senza dubbio la direttiva comunitaria può contribuire a contrastare questo deleterio fenomeno
Le disposizioni principali della direttiva regolano le conseguenze del ritardato pagamento. In sintesi ecco le linee guida del provvedimento: - si introduce un diritto legale all'interesse che è sufficientemente alto per compensare il creditore della perdita nella quale è incorso. Esso è pari al tasso applicato dalla Banca centrale europea alle principali operazioni di rifinanziamento nel primo giorno di calendario del semestre, maggiorato di almeno sette punti percentuali. Oggi tale tasso moratorio sarebbe pari almeno all'11,25% sugli arretrati a favore del creditore; - il pagamento è dovuto entro 30 giorni di calendario dopo la ricevuta della fattura a meno che sia diversamente specificato nel contratto; - non è necessaria alcuna lettera di sollecito al fine di riscuotere gli interessi, poiché il ritardo nei pagamenti costituisce di per sé una rottura del contratto che dovrebbe essere automaticamente sanzionata; - per certe categorie di contratti gli Stati membri potranno fissare un periodo di 60 giorni di calendario invece che di 30. Comunque, qualora scelgano di seguire questa strada, essi dovranno fare in modo che le parti non eccedano tale termine speciale, ad esempio fissando la precedenza di tale termine rispetto a termini contrattuali di pagamento: ciò ha per fine di combattere termini contrattuali di pagamento "lunghi" che sono consuetudinari in certi settori.
Per un'analisi dettagliata della direttiva e delle conseguenze che possono derivare per il recupero crediti puoi leggere Una direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti.